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Vigili del fuoco: nel giorno di Santa Barbara tante promesse e poca chiarezza

Oggi 4 dicembre si celebra Santa Barbara, patrona dei Vigili del fuoco. Come da tradizione si sono tenute celebrazioni in tutta Italia, tra le più importanti spicca il rito religioso tenutosi splendida basilica di Santa Maria in Ara Coeli a Roma, officiato per l’occasione dal cardinale Angelo Comastri, che nel corso dell’omelia ha affermato: “La vostra dedizione e generosità hanno scritto pagine importanti. Voi siete là dove le persone hanno bisogno.

Alla cerimonia hanno partecipato il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, il capo Dipartimento Salvatore Mulas e il capo del Corpo nazionale Fabio Dattilo, oltre alle più alte autorità civili e militari. Toccanti le parole di quest’ultimo, che oltre a ricordare i caduti, si è così espresso: “I vigili del fuoco ci sono e ci saranno sempre tra le persone, al fianco delle altre forze dello Stato, nella protezione civile. Vorrei poter stringere la mano a tutti i colleghi e trasmettere loro quanto io sia fiero di essere a capo di un Corpo così straordinario“.

vigili del fuoco

Gli auguri sono arrivati da numerosi esponenti del mondo politico, in primis dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che si è rivolto ai pompieri attraverso una lettera: “In occasione della Festa di Santa Barbara, indirizzo il mio grato pensiero alle donne e agli uomini che fanno parte del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e ogni giorno, con generosa dedizione, sono impegnati a protezione dell’incolumità delle persone e dell’integrità dei loro beni”. Inoltre ha dedicato un pensiero commosso a tutti i Vigili del fuoco che durante il servizio hanno perso la vita: “Attraverso l’opera dei vigili del fuoco lo Stato mostra un volto amico e attento: pronto nell’intervento, vicino a chi è in difficoltà, accessibile a chi ha bisogno di una corretta informazione“.

Anche Matteo Salvini e Giorgia Meloni, alleati nelle fila dell’opposizione, dalle proprie pagine social hanno omaggiato il Corpo pubblicando immagini che li immortalavano al fianco di questi speciali “angeli custodi”, accompagnati per la leader di FdI dalla frase “Auguri a tutti i Vigili del fuoco, che oggi celebrano la loro patrona: Santa Barbara. Siete degli eroi quotidiani di cui l’Italia è orgogliosa!“. Mentre l’ex vicepremier esprime la propria felicità per “aver partecipato questa mattina a Roma alla Messa per Santa Barbara, patrona dei Vigili del Fuoco, per ringraziare tutte le donne e gli uomini che, ogni giorno, mettono a rischio la loro vita per salvare quella degli altri. Onore agli Angeli custodi degli Italiani.

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Auguri ai quali si è unito anche il capo politico pentastellato Luigi Di Maio, che ha colto l’occasione su Facebook per pubblicare un video di Carlo Sibilia, onorevole del MoVimento 5 Stelle che esordisce non nel migliore dei modi: “Buongiorno a tutti amici e un caro buongiorno e tanti auguri ai Vigili del fuoco…“. Parole che fanno intuire un leggero imbarazzo, oltre che poca dimestichezza, nell’arduo compito che gli è stato affidato dal MoVimento, ovvero quello di rassicurare i pompieri in merito all’equiparazione dello stipendio a quello delle altre forze dell’ordine.

Il deputato Sibilia attraverso un video della durata di poco più di tre minuti cerca in tutti i modi di risultare credibile, ma il risultato poco credibile. Afferma che il governo abbia già trovato le risorse necessarie “A qualcuno non piace che le prendiamo dalla centrale unica di progettazione del Mes, ma non c’è problema se sarà necessario tasseremo i parlamentari, ognuno dovrà fare la sua parte“, quest’ultima una supposizione facile a dirsi ma di difficile realizzazione, da considerasi una vera e propria utopia.

Ma il meglio di sé l’onorevole avellinese classe 1986 lo da quando annuncia che: “L’importante è sapere che questi soldi ci sono già, ma è importante capire dove andarli a prendere.” La domanda che gran parte degli italiani si pone è questa: se i fondi ci sono già, per quale motivo ci sarebbe bisogno di sapere dove andarli a prendere? È un quesito a metà tra il celeberrimo dubbio “amletico” e la “supercazzola”.

E pensare che nell’intervento Sibilia aveva anche utilizzato uno slogan accattivante, che ricorda vagamente quello dell’immobiliarista Roberto Carlino “Non solo parole, ma fatti concreti“, riferito allo stanziamento dei fondi (definiti soldini) per gli straordinari e del fondo per l’equiparazione dello stipendio con quelle delle forze di polizia dell’ordinamento civile. Fondo che entrerebbe in vigore dal 2020, per aumentare di anno in anno sino al 2023, data nel quale raggiungerebbe pieno regime.

Affermazioni che dovrebbero destare la soddisfazione dei Vigili del fuoco. Peccato che il 2 dicembre scorso la maggioranza ha ritirato il sub emendamento che stanziava le risorse necessarie per equiparare lo stipendio dei vigili del fuoco a quello delle altre forze dell’ordine. Si trattava di 75 milioni di euro dall’anno 2020 e 220 milioni a regime dal 2023. Notizia che è stata confermata dal presidente del sindacato dei pompieri Filp Anppe, Fernando Cordella, che ha parlato di atto ‘grave’: “I Vigili del Fuoco hanno bisogno con urgenza di questo provvedimento, vista la loro differenza stipendiale con le altre di Forze di Polizia. Dobbiamo registrare ancora una volta che chi ci governa non prende in seria considerazioni coloro che rischiano la propria vita per i cittadini”.

Non a caso nella giornata di ieri a Milano i sindacati dei vigili del fuoco sono scesi in piazza per farsi sentire. Una manifestazione nella quale si è dibattuto sullo stipendio base di un pompiere italiano, che fanno sapere è 1.400 euro e può arrivare a 1.500 con gli straordinari, per turni da 12 ore consecutive, contro i 1.700 euro al mese che guadagna un collega francese neoassunto, senza considerare il fatto che percepisce anche la 14esima.

Inoltre in Italia la copertura assicurativa è solo parziale, fatto da considerarsi molto grave in considerazione di un lavoro rischioso. A questo si aggiunge la mancanza di un sistema previdenziale che garantisce una pensione adeguata e il mancato rinnovo del contratto, scaduto da oltre un anno.

Chissà se con l’aiuto di Santa Barbara, protettrice di coloro che si trovano “in pericolo di morte improvvisa”, i Vigili del fuoco riusciranno ad ottenere il giusto riconoscimento oppure dovranno continuare a lottare da soli contro le avversità della burocrazia. Una cosa è certa: se non hanno timore di buttarsi nel fuoco, figuriamoci se hanno paura di affrontare i politici… “il pompiere paura non ne ha”.

Carlo Saccomando

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