IL SANTO DEL GIORNO

Vita di santi: San Benigno, vescovo di Milano

Molti milanesi, forse quasi tutti, sanno che San Benigno visse a Milano, visto che nel suo titolo il santo porta il nome della città lombarda. Ma se domandiamo loro cosa fece in favore della loro città nel corso del V secolo, pochi vi sapranno rispondere. E dire che questo santo ebbe un incarico importantissimo nei tempi non tanto facili  per la Chiesa di Milano. Non a caso il Martirologio Romano, parlando di lui, dice: «A Milano, San Benigno, vescovo, che nel grande scompiglio delle invasioni amministrò la Chiesa a lui affidata con somma fermezza e pietà».

Ci sono rimaste poche testimonianze e documenti che riguardano gli anni del suo servizio. Comunque  il famoso Catalogus archiepiscoporum Mediolanensium gli assegna 8 anni di governo e dice che è stato sepolto proprio il 22 novembre nella basilica di San Simpliciano. Tradizionalmente il suo episcopato è assegnato agli anni 470-477, mentre il giorno del 22 novembre è stato scelto per la sua memoria liturgica. 

Educato a Roma, il futuro vescovo milanese proseguì il suo cammino verso il Nord. San Benigno tenne la sede vescovile milanese dal 470 al 477, e durante il suo episcopato restaurò molte chiese ed edifici usati tradizionalmente per il culto cristiano e distrutte dal gotico Odoacre. Il futuro santo ricevette l’Arcidiocesi di Milano come il successore di un altro vescovo, San Geronzio. 

Una raffigurazione di San Benigno la si può ancora vedere nella cappella di destra della chiesa parrocchiale di Azzate. Le notizie più antiche sul santo le troviamo in una composizione poetica in versi di Ennodio, vescovo e scrittore di Pavia all’inizio del VI secolo. Tra quei versi possiamo leggere: “San Benigno mise a disposizione il suo cuore nel vegliare il Signore sul far del giorno e ringraziò l’Altissimo di averlo creato. Così il Signore grande volle riempirlo di intelligenza. Mise da parte il linguaggio della sua sapienza ed essa non si cancellerà nei secoli. Non svanirà la sua memoria e il suo nome verrà ricordato di generazione in generazione”.

Ennodio riesce poi a dedurre ingegnosamente dal nome stesso di Benigno una serie di elogi, senza fornirci però alcun dato sulla sua vita, tranne il fatto della sua partecipazione ad un Concilio non ben identificato. In ogni caso è noto, da varie altre fonti, che il Vescovo di Milano ricoprì il suo mandato con avvedutezza e lungimiranza. Fu stimato dal clero e dal popolo ed ebbe fama di persona completamente dedicata al servizio del Signore  e del prossimo. Dai documenti del XVII secolo risulta che la famiglia dei Bossi, ai quali apparteneva San Benigno, si impegnarono a pagare nel corso dei secoli le spese della festa in onore del loro antenato. Il documento che lo attesta è datato 20 novembre 1734.

Alessio Yandusheff-Rumiantseff

Sacerdote cattolico, nato a San Pietroburgo nel 1973, attualmente vive a Roma dove svolge il suo servizio pastorale ed accademico. Ha compiuto gli studi in genetica a San Pietroburgo, in filosofia in Liechtenstein e in teologia alla Pontificia Università Lateranense e alla Pontificia Università Gregoriana di Roma. E' cappellano della Facoltà di Economia dell'Università La Sapienza. Collabora con le riviste teologico-filosofico-storiche "Traditio viva" e "Folia petropolitana" in qualità di redattore e traduttore.

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