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Zona rossa e arancione, come cambia la mappa dell’Italia prima di Pasqua

Come ogni venerdì cresce l’attesa per il consueto report settimanale sui dati di monitoraggio relativi all’evoluzione epidemiologica del Covid nel nostro Paese, fondamentali per stabilire le colorazioni nella mappa delle Regioni. Al momento la situazione non sembra delle più confortanti visti i 23.696 contagi e 460 morti registrati ieri, anche se va evidenziato un lieve calo nel numero dei nuovi casi rispetto alle settimane passate.

Se fino a qualche tempo, in particolar modo tra i banchi scolastici, si era abituati a distinguere le diverse tipologie di carte geografiche tra politiche, fisiche e tematiche lo sciagurato arrivo dell’epidemia ha portato all’aggiunta della mappa Covid. E ironia del destino ha costretto gli studenti di ogni ordine e grado ad allontanarsi dalle aule scolastiche e seguire le lezioni da casa attraverso la tanto discussa didattica a distanza.

zona rossa
Mappa Covid secondo l’Ue

Mappa Covid: Italia divisa in zona rossa e zona arancione fino al 6 aprile

Secondo quanto stabilito dal decreto legge sottoscritto dal premier Mario Draghi e approvato lo scorso 12 marzo 2021, le diverse Regioni potranno essere distinte solo ed esclusivamente tra zona arancione e zona rossa fino al 2 aprile, mentre il 3, 4 e 5 aprile (Sabato santo, Pasqua e Pasquetta) tutta Italia sarà in zona rossa.

Oggi alle ore 14 è in programma una riunione, presieduta dal Presidente del Consiglio, in cui la cabina di regia del governo insieme agli esperti del Comitato tecnico scientifico si confronterà su quali misure adottare nel prossimo futuro e che verranno approvate con un nuovo decreto legge nel prossimo Consiglio dei ministri previsto martedì prossimo.

Sul tavolo di confronto ci saranno temi di fondamentale importanza come l’ipotesi di riapertura delle scuole, lo spostamento tra Regioni e il ripristino del sistema originario dei colori ossia il ritorno a zona gialla e zona bianca nei territori in cui i dati lo permettono.

La linea del premier è quella di farsi guidare dai dati epidemiologici e dall’opinione degli esperti del Cts prima di intraprendere qualsiasi nuova misura. Questa settimana qualche timido segnale di ripresa c’è stato, attestato da un leggero calo della curva epidemiologica, ma non è abbastanza per permettersi di allentare le misure anti contagio. L’Italia paga i ritardi nella campagna vaccinale, in parte dovuti agli strascichi della vicenda AstraZeneca legata alle morti sospette per trombosi a seguito dell’inoculazione del vaccino, e in parte ai ritardi nelle forniture delle dosi.

A pagare le conseguenze di una macchina organizzativa che stenta a decollare sono soprattutto gli anziani e le persone più fragili. Mentre il dato più confortante dell’ultimo periodo riguarda personale medico e sanitario che dopo la vaccinazione quasi totale del comparto ha registrato un netto calo dei casi di positività, circostanza che fa ben sperare in vista del prossimo futuro.

Per evitare ulteriori strascichi negativi e un’ulteriore aumento dei casi di positività alcuni ministri considerati più “rigoristi” tra cui spiccano le presente del ministro della Salute, Roberto Speranza, del ministro della Cultura, Dario Franceschini e del ministro dell’Agricoltura, Stefano Patuanelli, spingono per il prolungamento delle misure restrittive più severe nel caso in cui i dati settimanali non dovessero essere confortanti.

Prudente ma con uno sguardo rivolto verso il futuro il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che afferma:

Ci attende un periodo di ricostruzione, impegnativo ma ricco di opportunità per ripensare i modelli di sviluppo su cui si fondano le nostre società e renderli più sostenibili e dinamici“.

Controlli sul territorio (Twitter il Viminale)

Lazio e Veneto verso l’arancione, Piemonte e Lombardia rimangono rosse. Valle d’Aosta in zona rossa

Per le Regioni il fine settimana appena cominciato, che culminerà con la celebrazione della domenica delle Palme, sarà nuovamente all’insegna delle restrizioni.

Sulla base dei dati provvisori pervenuti nelle cabine di regia territoriali sperano di poter tornare alla zona arancione Lazio e Veneto. Nella regione governata dall’ex segretario Pd, Nicola Zingaretti, si è registrato un indice Rt sotto l’1, pari a 0.99, e una riduzione del numero dei focolai. In un post su Facebook Zingaretti ha annunciato che nel caso in cui il governo sancisse il ritorno alla zona arancione verrà confermata la scuola in presenza per asili, elementari e medie, mentre nelle superiori si tornerebbe in aula dopo Pasqua. Inoltre sarà garantito a tutti gli studenti di fare il tampone rapido gratuito e senza certificato medico in tutti i drive in della regione

Si avvia verso la zona arancione anche il Veneto: secondo il bollettino di ieri l’incidenza dei nuovi casi si attesta attorno al 4% in virtù dei 1.861 contagi su su 45.633 tamponi. L’indice Rt registrato si attesta intorno all’1.21-1.22 , qualche decimo sotto la soglia limite dell’1.25 . Preoccupa invece l’incidenza che resta ancora intorno ai 250 casi su 100mila abitanti, limite massimo previsto dalla legge. La decisione finale spetterà oggi al governo.

Siamo a 248 nuovi casi di coronavirus su 100mila abitanti, e abbiamo un Rt di 1.09-1.10, quindi siamo in zona arancione“, ha spiegato ieri Eugenio Giani, governatore della Toscana, che ha ‘scommesso’ sulla permanenza della regione in zona arancione.

Quasi sicuramente Piemonte e Lombardia permarranno in zona rossa. Nella Regione sabauda confortano i dati dell’indice Rt relativi alla settimana tra il 15 e il 22 marzo che scende da 1.33 a 1.17, con una forbice compresa tra 1.15-1.19. Ma nonostante la soglia registrata sia nettamente sotto il limite del 1.25, l’incidenza dei contagi risulta ancora superiore a 250 casi su 100mila abitanti, motivo per il quale la zona rossa è assicurata

Situazione immutata anche in Lombardia che nella giornata di ieri ha registrato 5.046 i nuovi positivi e 100 i morti, con il rapporto positivi/tamponi che si attesta all’8,4% e che determinerebbe la permanenza della regione in zona rossa almeno per un’altra settimana.

Settimana da dimenticare per la Valle d’Aosta che sarà sicuramente in zona rossa già a partire dal prossimo weekend come stabilito da un’ordinanza del presidente della Regione: l’indice Rt è schizzato a quota 1.75, equivalente a quasi due contagiati per ogni infetto, e 291 positivi su 100 mila abitanti. L’ordinanza emanata dal governatore Erik Lavevaz, attiva da sabato, stabilisce il divieto di spostarsi tra Comuni, ad esclusione degli spostamenti finalizzati a raggiungere i servizi che possono proseguire la loro attività , come i servizi di cura alla persona. Mentre nessuna misura restrittiva è stata intrapresa nei confronti del comparto scolastico.

Infine grande soddisfazione per l’evoluzione della situazione epidemiologica in Liguria: il governatore Giovanni Toti ha sottolineato come la Regione sarebbe “tecnicamente l’unica” del nord Italia da considerarsi in zona gialla del nord Italia, grazie ad un indice Rt pari a 1. Colorazione che i vertici regionali sperano di assumere immediatamente dopo Pasqua, decreto legge permettendo.

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