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19 ottobre: San Paolo della Croce, sacerdote del XVIII secolo

Paolo della Croce, al secolo Paolo Francesco Danei nasce a Ovada, nell’Alessandrino, il 3 gennaio 1694 da famiglia nobile anche se in difficoltà economiche. Suo padre è un commerciante e lui lo aiuta, essendo il primo di 16 figli. Ma sin da fanciullo mostra molto interesse per la religione evidenziando una spiccata spiritualità: trascorre parecchio tempo in preghiera, partecipa ogni giorno alla Messa, e si accosta con frequenza ai sacramenti. Nello stesso tempo attende ai suoi doveri di studente, dedicando i suoi ritagli di tempo libero alla lettura e alla visita di chiese; qui trascorre ore nell’adorazione prima di ricevere l’eucaristia, per la quale ha un’ardente devozione.

Durante la sua prima giovinezza Paolo rinuncia a un matrimonio vantaggioso e a una cospicua eredità lasciatagli da un suo zio sacerdote. Tenne per sé solamente il libro del breviario. Nel 1720 si sente ispirato a fondare una nuova congregazione detta dei Poveri di Gesù. Nello stesso anno, rivestito di una tunica nera da eremita dal vescovo di Alessandria Gian Francesco Arborio di Gattinara, suo padre spirituale, scalzo e a capo scoperto, si ritira in un’angusta cella dietro la chiesa dei Santi Carlo ed Anna in Castellazzo Bormida. In questa cella trascorse tutto l’inverno 1720-1721 e vi stende la Regola della nuova congregazione, dietro celesti ispirazioni, come riporta nell’introduzione alla copia originale della Regola stessa.

Su invito del vescovo di Gaeta si trasferisce con il fratello Giovanni Battista presso il Santuario della Madonna della Catena, dove risiede nel 1722 ed 1723, per poi trasferirsi a Troia in provincia di Foggia ove il vescovo Emilio Cavalieri lo aiuta nella correzione della Regola e patrocina il ricevimento a Roma da parte del papa, Benedetto XIII, che lo autorizza ad accogliere compagni nella nuova congregazione. Lo stesso papa, il 7 giugno 1727, lo ordina (assieme al fratello) sacerdote nella basilica di San Pietro in Vaticano. Le Regole vengono approvate da Benedetto XIV il 15 maggio 1741. La congregazione, come ente morale di culto, venne approvata da papa Clemente XIV, Ganganelli, nel 1769.

Dopo l’approvazione della Regola il primo capitolo si tenne al Ritiro della Presentazione sul Monte Argentario (Gr) il 10 aprile 1747. Durante questo capitolo Paolo, sempre accompagnato dal fratello Giovanni Battista, contro la sua volontà viene eletto all’unanimità primo superiore generale e tale carica egli ricopre fino alla fine dei suoi giorni terreni.

Il 3 maggio 1771 Paolo, con la collaborazione della venerabile madre Crocifissa Costantini, fonda le Claustrali Passioniste. E’ instancabile nei suoi doveri apostolici la cui componente fondamentale è l’austerità della vita e un notevole slancio mistico. Muore a Roma per l’età avanzata a Roma, il 18 ottobre 1775. La devozione alla Croce, la passione per Dio e lo zelo nella pratica delle virtù di vita cristiana sono le caratteristiche principali della sua spiritualità. Sua preoccupazione è quella di far comprendere la Passione di Gesù “come la più grande e stupenda opera del divino Amore“, come egli ripete sovente nelle sue predicazioni. Altro impegno è quello di insegnare a meditare, a fare orazione mentale anche alle persone meno istruite e preparate spiritualmente.

Il 1º maggio 1853 viene proclamato beato da Pio IX e il 29 giugno 1867 lo stesso Pio IX lo canonizza e viene eretta in San Pietro una monumentale statua, opera dello scultore Ignazio Jacometti (1819-1883). E’ commemorato il 19 ottobre nel calendario ricostruito da Paolo VI. Il calendario tradizionale della Chiesa lo commemora il 28 aprile

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Alessio Yandusheff-Rumiantseff

Sacerdote cattolico, nato a San Pietroburgo nel 1973, attualmente vive a Roma dove svolge il suo servizio pastorale ed accademico. Ha compiuto gli studi in genetica a San Pietroburgo, in filosofia in Liechtenstein e in teologia alla Pontificia Università Lateranense e alla Pontificia Università Gregoriana di Roma. E' cappellano della Facoltà di Economia dell'Università La Sapienza. Collabora con le riviste teologico-filosofico-storiche "Traditio viva" e "Folia petropolitana" in qualità di redattore e traduttore.

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