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21 ottobre: Santa Celina, madre di San Remigio

Come tutti i giorni sono molti anche il 21 ottobre i Santi e i Beati celebrati dalla Chiesa cattolica. Lo scorso anno ci siamo occupati di Sant’Orsola e compagne, martiri a Colonia nel IV secolo. Oggi, invece, vogliamo occuparci di Santa Celina sulla quale, come conferma lo storico francese Roger Desreumaux, sono scarse e leggendarie le notizie. Si sa per certo che fu la madre di San Remigio, vescovo di Reims.

Secondo il racconto dello pseudo Fortunato, ripreso e ampliato più tardi da Incmaro di Reims, Celina dette miracolosamente alla luce Remigio, perché ormai in età assai avanzata; subito dopo rese la vista all’eremita Montano, che per tre volte aveva profetizzato l’avvento del santo vescovo, spalmando con alcune gocce di latte i suoi occhi senza luce. L’anno 458 è il terminus post quem si deve porre la morte della santa; fu sepolta là dove era vissuta, nei pressi di Laon, probabilmente a Cerny; ma le sue reliquie andarono distrutte durante la Rivoluzione francese.

Santa Celina
San Remigio battezza Clodoveo I (Wikipedia)

Oggi ci celebra anche un’altra Santa Celina, vissuta sempre in Francia nel IV secolo. Nata da nobile famiglia, desiderò consacrarsi a Dio, malgrado l’ambiente che la circondava. L’occasione di abbracciare la vita religiosa le fu offerta dall’incontro con Santa Genoveffa, che era di passaggio nella sua città, Meaux. Celina, opposta resistenza al suo fidanzato che tentava di trattenerla. si rifugiò con Santa Genoveffa nella cattedrale, le cui porte miracolosamente si aprirono e si richiusero dietro di loro. Da allora Celina, preso l’abito delle vergini, si consacrò interamente alle opere di carità. Nessun documento contemporaneo, però, ci permette di verificare l’autenticità di questi episodi biografici che furono dapprima raccolti da Usuardo, ripresi poi da Fulcanio di Meaux nel sec. XI e, infine, citati dal Tillemont.

Santa Celina morì dopo il 480 e fu sepolta presso Meaux; le sue reliquie, che durante la Rivoluzione furono nascoste al riparo, si trovano attualmente nella cattedrale di Meaux. La coincidenza delle date in cui si celebrano le sante e l’imprecisione delle fonti non permettono di decidere se il culto di Celina, localizzato a Meaux e risalente lontano nel tempo, sia tributato a Celina, amica di Santa Genoveffa, o alla sua omonima, madre del santo vescovo di Reims.

Alessio Yandusheff Rumiantseff

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Alessio Yandusheff-Rumiantseff

Sacerdote cattolico, nato a San Pietroburgo nel 1973, attualmente vive a Roma dove svolge il suo servizio pastorale ed accademico. Dottore in Teologia e professore. Ha compiuto gli studi in genetica a San Pietroburgo, in filosofia in Liechtenstein e in teologia alla Pontificia Università Lateranense e alla Pontificia Università Gregoriana di Roma. È cappellano della Facoltà di Economia dell'Università La Sapienza. Collabora con le riviste teologico-filosofico-storiche "Traditio viva" e "Folia petropolitana" in qualità di redattore e traduttore.

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