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6 agosto: Sant’Ormisda papa, ricucì la frattura con la chiesa d’Oriente

Ormisda nasce a Frosinone sul finire del V secolo. Della sua gioventù non esiste documentazione. Quello che diverrà un abile e sagace pontefice, proviene da una benestante ed onorata famiglia di Frusino (Frosinone). Suo padre Giusto è originario di Venafro, piccolo centro molisano. Prima di ricevere gli ordini Ormisda si sposa ed ha un figlio (che diverrà a sua volta papa col nome di Silverio nel 536). Durante il pontificato di papa Simmaco, Ormisda riveste il ruolo di diacono e durante lo scisma laurenziano è uno dei più preminenti membri del clero fedele a Simmaco. Nel sinodo che si tiene a San Pietro nel 502, riveste il ruolo di “notaro”. In quell’occasione Ennodio di Pavia gli predice che sarebbe diventato Papa

Ormisda viene eletto papa il 20 luglio del 514 e il suo pontificato dura sino all’estate del 523. Una delle sue prime preoccupazioni una volta divenuto pontefice è quella di rimuovere le ultime vestigia dello scisma laurenziano a Roma, riaccogliendo nella Chiesa coloro che non si sono ancora riconciliati.

Gran parte del suo suo pontificato è dedicata a ricucire lo strappo che esiste sin dal 484 tra Oriente ed Occidente a causa dello scisma Acaciano. Quest’ultimo è stato prodotto come risultato del tentativo di Acacio di Costantinopoli di placare i monofisiti. Il papa si impegna nella rifinitura delle opere architettoniche già iniziate durante il precedente pontificato quali la basilica di San Pancrazio sul Gianicolo e di San Martino ai Monti.

Dopo la morte dell’imperatore Anastasio I, con l’avvento del suo successore Giustino finalmente la chiesa romana riesce a profilare un nuovo “modus vivendi ” con la realtà orientale di Costantinopoli. Le nuove basi per un comune intento nell’ambito dell’ortodossia teologica vengono gettate durante il concilio di Costantinopoli che si rifà ai dogmi dettati dai precedenti concilii di Nicea e di Calcedonia, bandendo definitivamente tutte le eresie imperversanti quali quelle monifisiste, eutichiane, ariane e manicheiste, tant’è che lo stesso patriarca di Bisanzio sottoscrive la cosidetta “formula Ormisda” che si chiude con le seguenti parole: “…sono concorde con il papa e rimprovero tutti quelli che il papa rimprovera”.

Il pontefice Ormisda si spegne il 6 agosto del 523 e viene sepolto all’interno della basilica di San Pietro. Il suo nome non figura nel calendario universale ma viene ricordato nel giorno della sua morte. Nell’arte, viene raffigurato come un giovane uomo con un cammello. E’ considerato il santo patrono dei palafrenieri e degli stallieri. A livello di curiosità, il nome Ormisda deriva dal persiano. Latinizzato in Hormisdas, significa “buono”. E’ un nome usato anche al femminile.

Alessio Yandusheff-Rumiantseff

Sacerdote cattolico, nato a San Pietroburgo nel 1973, attualmente vive a Roma dove svolge il suo servizio pastorale ed accademico. Ha compiuto gli studi in genetica a San Pietroburgo, in filosofia in Liechtenstein e in teologia alla Pontificia Università Lateranense e alla Pontificia Università Gregoriana di Roma. E' cappellano della Facoltà di Economia dell'Università La Sapienza. Collabora con le riviste teologico-filosofico-storiche "Traditio viva" e "Folia petropolitana" in qualità di redattore e traduttore.

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