• 25 Gennaio 2021
  • CRONACHE

Bologna, Angelo perde una gamba a 12 anni: al Rizzoli torna a camminare

Un caso triste ma straordinario per l’epilogo allo stesso tempo, Angelo un bimbo di 12 anni, di origini pugliesi, cade dalla bici in agosto e malauguratamente il suo polpaccio va a sbattere contro un fascio di ferro, l’amputazione di parte della gamba destra è immediata. Sconforto e disperazione i sentimenti che accomunano inizialmente il bambino e i genitori che cercano di fare di tutto per ridare una vita il più possibile normale al loro sfortunato figlioletto, che a causa di una caduta ‘banale’ in un giorno normale si è ritrovato di colpo senza un arto.

Poi, a distanza di mesi, quello che potremmo chiamare il miracolo di Natale perché il bambino è stato dimesso pochi giorni prima delle festività natalizie, dall’ospedale di Bologna, il Rizzoli, e grazie all’intervento del professor Cesare Faldini, che ha preso in carico il caso complicato, e dell’Istituto ortopedico, Angelo è tornato a camminare seppur con 1 sola gamba.

Anzi i medici dell’ospedale, sapendo le sue passioni, il giorno delle dimissioni gli hanno regalato un monopattino, il video riprende il bambino che esce dall’ospedale sorridente con i propri genitori mentre guida il suo monopattino circondato dall’affetto di quella che per lui è divenuta una nuova famiglia, l’equipe dei medici che gli hanno regalato una seconda vita.

Angelo, 12 anni il video in cui racconta di essere tornato a camminare: ‘Mi ha salvato il prof’

Un video davvero emozionante quello che è stato diffuso anche da ‘Il resto del Carlino’, a corredo dell’articolo che riporta la storia di Angelo, in cui si ripercorrono gli step della ‘rinascita’.

Il bambino appare subito sorridente, si racconta e spiega l’accaduto, stupisce, o almeno a me ha stupito positivamente essendo mamma di due bambini, la forza incredibile che Angelo dimostra, la volontà di rimettersi in piedi nonostante un evento davvero destabilizzante per un bimbo di appena 12 anni. La gioia nel sapere che potrà tornare, seppur grazie ad una protesi, ad una vita pressoché normale, a correre e giocare con gli amici, non appena questa sarà definitiva. La gratitudine e la riconoscenza di Angelo nei confronti del professore che gli ha ridato una seconda chance.

Mamma Nadia nel video riassume i sentimenti di riconoscenza di tutta la famiglia riportando una frase del figlio che contento di poter nuovamente camminare chiede: ’perché non mi hai portato prima a Bologna?’ e poi dice con le lacrime agli occhi ’mi ha salvato il prof’“. Una famiglia che torna a vivere e a sperare dopo un’esperienza dolorosa, Nadia dice: “È stata un’esperienza dura e vederlo ora camminare è un’emozione”.

Anche papà Domenico è ancora incredulo: “Angelo un giorno mi ha mandato un filmato dicendo che c’era una bella sorpresa, il professore ha adattato la protesi davanti a lui. Siamo rimasti stupiti per come cammina, lui è stra-contentissimo“. Nel giro di poche settimane il bambino è passato dal camminare con la stampella, a fare le scale ed a muovere i primi passi da solo, fino ad uscire dall’ospedale sul monopattino regalato dall’equipe dei medici.

Angelo perde gamba
(Youtube)

L’eccellenza del Rizzoli: il Professor Faldini racconta della protesi provvisoria da lui realizzata

Il Professor Faldini riepiloga la difficoltà del caso, facendo presente che il percorso è stato duro e irto di ostacoli, ma che nessuno, nemmeno il bimbo, si è mai arreso da agosto ad oggi, Il Direttore della prima clinica ortopedica racconta: “Appena sono stato contattato ho proposto il ricovero nel nostro ospedale e mi sono messo a disposizione. Le condizioni di Angelo, quando è arrivato ad agosto, erano piuttosto serie perché, oltre all’amputazione di parte della gamba, presentava una severa infezione. Ho quindi chiamato in consulenza i colleghi delle Malattie infettive del Sant’Orsola, unità diretta dal professor Pierluigi Viale, e il bambino è stato seguito dalla dottoressa Eleonora Zamparini. Il ricovero si è prolungato perché sono stati necessari numerosi interventi e pesanti cure antibiotiche“.

Quando l’infezione è guarita si è passati alla fase chirurgica. E alla fine c’è stato un intervento conclusivo per permettere ad Angelo di indossare subito la protesi immediata, che spiega Faldini: “si chiama così perché è provvisoria e il suo scopo è far camminare il prima possibile il bambino per limitare i danni psicologici”.

Poi aggiunge Faldini parlando dettagliatamente della protesi: “L’ho realizzata io perché da studente ho lavorato nella ricerca delle protesi immediate a Phoenix negli Stati Uniti. La gamba del bimbo è stata protetta con una pellicola trasparente e poi sono state applicate delle fasce, simili al vecchio gesso, ma di vetroresina, modellate sulla forma della gamba. Su questa parte, è stato applicato un tubolare di alluminio e il piede artificiale. Un dispositivo innovativo: permette di camminare pochi giorni dopo l’intervento e ancora prima della rimozione dei punti. Angelo avrà poi una protesi definitiva e sarà in grado di correre e fare sport come i suoi coetanei”.

Angelo perde gamba
(Youtube)

Angelo, 12 anni e una gamba amputata: esce sul monopattino regalato dall’equipe medica

Ma le sorprese per Angelo non sono finite, il Rizzoli ha infatti pensato non solo alla salute fisica di Angelo, ma anche all’aspetto emotivo ed alla sua salute mentale. Nel giorno del suo compleanno, infatti, la caposala Rossana Genco ha invitato in reparto il dottor Sorpresa, ossia Dario Cirrone, presidente di Ansabbio, “Il Sogno di Dario C” (Associazione Nazionale Spettacolo a Beneficio dei Bambini in Ospedale). Il cui scopo primario abbiamo ricercato sul sito dell’Associazione stessa é: “fondata nel 1995, ha lo scopo di rivitalizzare la vita culturale e sociale all’interno dell’ospedale, esorcizzando quella patina di bieco pietismo e tristezza di cui è permeata l’idea comune dell’ospedale  che invece altro non è che un luogo di passaggio dove ci si cura e in cui ognuno di noi può capitare”. Nel corso dell’incontro sono state apprese le passioni di Angelo, che ha affermato di amare, come molti bimbi della sua età, il tablet , il monopattino elettrico ed si è altresì detto grande tifoso della Juve.

I volontari si sono dunque messi all’opera e sono così arrivati i primi regali personali: un tablet, uno zaino e un paio di cuffie auricolari donate dai dipendenti della prima clinica del Rizzoli. Ma la vera sorpresa è giunta nel giorno dimissioni, a dicembre, dove gli operatori di Ansabbio hanno regalato ad Angelo oltre al monopattino elettrico, una maglia della Juve, quella col numero 7, autografata da Cristiano Ronaldo, il suo calciatore preferito. Nel video si vede una sorta di festa di ‘addio’, ove Angelo riceve i saluti e gli abbracci dell’equipe e dei medici che lo hanno curato per tutti questi mesi, che si conclude con tanta emozione e l’uscita dall’ospedale a bordo del suo monopattino.

(Youtube)

Conclusioni personali

Una bella vittoria non solo per la famiglia ma per noi tutti, una dimostrazione tangibile della bontà della sanità italiana e dei successi prodigiosi della scienza. Casi come questi meriterebbero massima visibilità, a mio avviso, per svariate ragioni: perché è corretto emerga anche quella che è l’eccellenza medica italiana, mentre spesso pare ci sia maggior enfasi dei casi in cui emerge la malasanità (come se facesse più scalpore e fosse notizia di interesse superiore quella di evidenziare qualcosa di negativo invece di dare il giusto risalto ai successi), poi perché emerge un aspetto bellissimo dello stato d’animo umano che invita a combattere, e l’insegnamento arriva da chi è ancora nella fase di apprendimento.

Un bimbo che riesce a non abbattersi e a risollevarsi lieto dell’opportunità che la vita gli ha posto dinanzi. Un atteggiamento che, a parer mio, dovrebbe essere preso come esempio da molti adulti che spesso per ragioni più futili tendono a ‘vedere tutto nero’ e a piangersi addosso. La dimostrazione che con la forza di volontà si può affrontare ogni ostacolo che la vita ci pone dinanzi.

E in ultimo, ma non per importanza, per l’umanità straordinaria che emerge dal medico in primis e da tutta l’equipe, che nonostante la lunga degenza, hanno accompagnato ‘per mano’ e con dedizione Angelo e la famiglia passo dopo passo in questi percorso di ritorno alla vita. Un cammino che ha portato alla costruzione di un rapporto speciale, che certamente Angelo e la sua famiglia non dimenticheranno. I doni fatti al bambino sono davvero significativi dell’amore che dei professionisti possono riservare ad un piccolo paziente che ha creduto in sé stesso e nei medici che lo hanno aiutato a rimettersi in piedi.

Auguriamo il meglio ad Angelo, che cresca con la stessa forza e determinazione che lo hanno accompagnato nei suoi primi anni di vita, e che divenga un uomo forte capace di trasmettere i valori che già gli sono propri a chi incontrerà sulla propria strada. Grazie Angelo per quanto ci hai insegnato a soli 12 anni, chapeau!

Erica Venditti

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