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Inter, restyling sulle fasce: dopo Young arriva Moses

Che Antonio Conte non si accontentasse del momentaneo secondo posto in campionato, oltre alla ben più grave eliminazione ai gironi di Champions League, lo sanno anche le pietre. Che cerchi di tirare fuori il massimo dai propri giocatori, anche questo è notorio, ma che avesse intenzione di rivoluzionare le fasce della sua Inter questo non era poi così scontato. Il tecnico salentino, insieme alla dirigenza nerazzurra, ha deciso di correre ai ripari durante la finestra del mercato invernale ed attuare un’opera di rinnovamento su entrambe le fasce.

La prima parte dell’operazione di restyling è avvenuta al termine della settimana scorsa, con l’ingaggio dell’ex capitano del Mancester United, laterale Ashley Cole. Il calciatore inglese, il cui ruolo naturale è centrocampista di sinistra, è stato scelto per la sua polivalenza in quanto può giocare senza problemi sia sulla fascia destra che su quella opposta, è capace di destreggiarsi con entrambi i piedi e inoltre può essere impiegato all’occorrenza anche come terzino. Ha firmato un contratto che lo legherà al club meneghino sino al 30 giugno 2020, con un’opzione di prolungamento per la stagione successiva, con un ingaggio da 3 milioni di euro netti a stagione. Nelle casse dei Red Devils sono andati 1,5 milioni, una cifra tutto sommato contenuta in quanto il calciatore era in scadenza di contratto.

Ashley Young (Twitter)

Mentre oggi prende il via la seconda parte della rivoluzione sulla fasce, sancita dall’arrivo del centrocampista laterale Victor Moses, 29enne ex titolarissimo di Conte quando sedeva sulla panchina del Chelsea, da un anno e mezzo in prestito ai turchi del Fenerbahce. Anche il roccioso esterno, come Young, può giocare indifferentemente sul lato destro o sinistro del campo. In mattinata sono state effettuate le visite di rito al Coni e all’Humanitas di Rozzano, mentre nel pomeriggio come da consuetudine sono previsti ulteriori test atletici presso il centro della Pinetina. L’accordo con i Blues prevede un prestito con diritto di riscatto fissato a 10 milioni di euro, mentre per il giocatore è previsto un’ingaggio da 1,3 milioni di euro sino a giugno, che nel caso di riscatto si tramuterà in un contratto triennale da 3 milioni a stagione.

E non finisce qui, si aspettano importanti riscontri sul fronte Christian Eriksen, il forte centrocampista centrale, attualmente in forza al Tottenham, in cima alla lista dei desideri dell’allenatore e della dirigenza nerazzurra. Nella testa dell’ex commissario tecnico della Nazionale il 27enne danese sarebbe il giocatore che più di tutti potrebbe permettere alla squadra di fare quel salto di qualità necessario per diventare maggiormente competitivi sia a livello nazionale che europeo.

inter moses
Christian Eriksen

Il ds Piero Ausilio ha dichiarato che la società ha effettuato un’offerta ufficiale pari a 15 milioni più 3 milioni legati ai bonus. Da Londra hanno rispedito l’offerta al mittente perché valutano il giocatore 20 milioni, nonostante sia in scadenza a fine giugno. La sensazione è che si possa trovare un accordo a 18 milioni più bonus. In caso di approdo all’Inter il 27enne danese guadagnerebbe la stessa cifra di Lukaku: da 7,5 milioni netti all’anno più bonus (1,5 milioni).

Oltre ad Eriksen rimane sempre accesa la pista che porta al centravanti francese Oliver Giroud, ideale sostituto di Lukaku, ma si attendono un paio di operazioni in uscita: per Lazaro si registra l’interesse di Newcastle e Lipsia, leggermente avvantaggiata la prima, che lo prenderebbero in prestito con diritto di riscatto, Politano spera ancora di poter raggiungere la sua amata Roma (probabilmente in prestito per 18 mesi con diritto di riscatto a 20 milioni) dopo il mancato scambio con Spinazzola. Mentre Vecino si è reso conto di non fare più parte del progetto Conte e ha mandato il suo procuratore in avanscoperta per sondare il terreno con eventuali club interessati. Eventuali altri colpi di scena sono attesi sino al 31 gennaio, giorno di chiusura del calciomercato invernale.

Carlo Saccomando

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