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La maratona di New York si tinge d’azzurro: gli italiani sono 2.846

NEW YORK. Otre 50 mila corridori ai nastri di partenza per l’edizione numero 49 della maratona di New York. Il colpo di pistola, per quella che è stata ribattezzata la corsa più bella del mondo, è atteso domattina (domenica 3) da Staten Island. Poi il lungo serpentone percorrerà i tradizionale 42,195 km, coprendo tutte le cinque municipalità di New York fino al traguardo nel cuore del Central Park. Anche quest’anno l’Italia si conferma la seconda nazione per numero di partecipanti con 2.846 corridori, in leggero calo rispetto all’anno scorso quando erano stati 3.123. Si stima che oltre un milione di persone si schiereranno lungo il percorso per incitare i partecipanti. E per i vincitori, sia della categoria femminile che maschile, è previsto un premio di 100 mila dollari. In Italia la corsa sarà trasmessa dalla Rai.

La maratona per New York come sempre è una grande festa che coinvolge tutta la città e proprio per questo sono previste imponenti misure di sicurezza: la città sarà sorvegliata come non mai, anche in virtù del fatto che stasera il presidente Trump è atteso al Madison Square Garden per un incontro di boxe.

La prima edizione della corsa, che il prossimo anno spegnerà le 50 candeline, si corse il 13 settembre del 1970 e fu organizzata da Vincent Chiappetta e da Fred Lebow. Da allora si è svolta tutti gli anni ad eccezione del 2012 quando l’allora sindaco Bloomberg decise di cancellarla a causa dell’urgano Sandy. Il percorso prevedeva quattro giri intorno a Central Park. Alla prima edizione si iscrissero 127 corridori, di cui solo 55 tagliarono il traguardo, mentre ad assistere c’erano poche centinaia di persone. Al vincitore andò un trofeo di bowling riciclato. Nel 1976 la corsa cambiò tracciato, coinvolgendo le cinque municipalità di New York. A quell’edizione i partecipanti furono circa 2.000. Oggi la maratona di New York rappresenta la corsa con il maggior numero di partecipanti al mondo.  

Piero Abrate

Giornalista professionista dal 1990, in passato ha lavorato per quasi 20 anni nelle redazioni di Stampa Sera e La Stampa, dirigendo successivamente un mensile nazionale di auto e il quotidiano locale Torino Sera. È stato docente di giornalismo all’Università popolare di Torino.

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