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Rapimento Silvia Romano: gli inquirenti valutano rogatoria in Somalia

A quasi un anno di distanza dal rapimento di Silvia Romano, la cooperante italiana rapita lo scorso 20 novembre nel villaggio di Chakama, in Kenya, emergono importanti novità da parte della Procura di Roma, che insieme ai carabinieri del Ros è impegnata sul fronte delle indagini, coordinate dal sostituto procuratore Sergio Colaiocco.

A fine dello scorso agosto la Procura aveva svelato di aver aver scoperto che nei giorni immediatamente successivi al sequestro la 24enne milanese era stata trasferita in Somalia. Per questo motivo gli inquirenti stanno valutando l’ipotesi di inviare una rogatoria internazionale alle autorità somale.

Gli elementi raccolti dal Raggruppamento operativo speciale nello scorso agosto, frutto di importanti attività investigative in Kenya, hanno rafforzato la tesi che la Romano si possa trovare attualmente in Somalia. Dall’analisi dei documenti messi a disposizione dalle autorità keniote la ragazza si troverebbe in una area del Paese (Somalia) dove gravitano milizie locali legate al gruppo terroristico di matrice islamica, legato ai jihadisti di Al-Shabaab.

Nella giornata di ieri Amnesty International ha deciso di organizzare a Milano una serata per non dimenticare Silvia, dalle pagine del quotidiano Il Giorno Paolo Pobbiati, ex presidente di Amnesty International Italia, ha dichiarato: “Chiediamo al governo italiano una dichiarazione ufficiale sullo stato delle indagini in corso e un impegno a 360 gradi affinché Silvia possa fare presto ritorno a casa, sana e salva. Il riserbo dura da troppo tempo. Vogliamo avere la certezza che si stanno percorrendo tutte le strade possibili. L’oblio è il peggior pericolo. È necessario tenere viva l’attenzione perché si prosegua con le indagini e ci sia una svolta per questo caso“.

Silvia Romano rogatoria
Uniti X Silvia” – Amnesty International (Twitter)

Parole che non sono finite nel dimenticatoio e alle quali le autorità italiane hanno dato risposta in tempi record. Intanto il prossimo 23 novembre l’associazione “Amici del Parco Trotter”, quartiere nel quale la giovane milanese è cresciuta e ha studiato, ha annunciato un’altra iniziativa per tenere accesi i riflettori sul caso, una marcia dedicata ai diritti dei bambini: “Tutta la comunità e il quartiere sono vicini alla famiglia e a Silvia. Deve tornare a casa.” L’augurio da parte di tutti è che il suo ritorno possa avvenire nel più breve tempo possibile.

Carlo Saccomando

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