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Scontri nella notte a Chiomonte, razzi e petardi contro la polizia

CHIOMONTE. Un falò con fiamme alte quattro metri, il tentativo di forzare una cancellata, il lancio di grossi petardi e razzi di segnalazione nautica contro le forze dell’ordine. E’ stato il culmine della dimostrazione No Tav della scorsa notte nei pressi del cantiere di Chiomonte, in Valle di Susa. Una ventina di attivisti sono stati identificati dalla Digos e verranno denunciati: la maggior parte per non avere rispettato l’ordinanza della Prefettura sul divieto di accesso ai luoghi, altri per accensioni pericolose. Gli attivisti, nel corso dell’iniziativa, hanno scandito slogan e cori all’indirizzo della polizia battendo con delle pietre le griglie della cancellata metallica. Nella circostanza, personale Digos della Questura di Torino ha riconosciuto cinquanta appartenenti al centro sociale Askatasuna e al Movimento No Tav, che saranno denunciati per aver effettuato l’iniziativa in violazione dell’ordinanza emessa ex art. 2 Tulps dal Prefetto di Torino.

In particolare, tra questi, sette (sei torinesi ed una militante etnea) saranno denunciati anche per inottemperanza al “foglio di via obbligatorio” dal Comune di Chiomonte, mentre altri undici saranno deferiti alla procura per accensioni pericolose (e saranno applicate nei loro confronti anche sanzioni amministrative), tra cui vi sono due esponenti del centro sociale Askatasuna nei cui confronti pende ancora un procedimento sulla richiesta di applicazione della “sorveglianza speciale” avviata dalla procura, su informativa della Digos di Torino.

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