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ThyssenKrupp, i manager tedeschi chiedono la semilibertà

Indignate le famiglie delle vittime: "Questa è l'ennesima pugnalata al cuore".

Hanno chiesto al tribunale tedesco la semilibertà Harald Espenhahn e Gerald Priegnitz, i due manager condannati in via definitiva nel 2016 per l’incendio avvenuto nella notte del 6 dicembre 2007 all’interno dello stabilimento della ThyssenKrupp, a Torino, in cui morirono sette operai. I due supermanager erano stati condannati rispettivamente a 9 e 6 anni di reclusione.

A seguito di un tortuoso iter processuale il 4 febbraio scorso i ricorsi presentati in appello erano stati respinti da una corte distrettuale di Essen che aveva giudicato attuabili le condanne pronunciate in Italia, adeguando la pena detentiva a quelle previste dalla legge tedesca. Subito dopo la sentenza gli avvocati avevano annunciato di voler ricorrere al terzo grado di giudizio, equivalente alla Cassazione italiana.

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A renderlo noto è Rosina Platì, mamma di Giuseppe Demasi, una delle vittime del rogo del 2007. “È una farsa, una barzelletta, quando l’ho saputo mi è preso lo sconforto, ho pianto e sono stata malissimo“, dice la donna, che ha scritto al ministro della Giustizia Bonafede. “Attendo una sua telefonata, questa è l’ennesima pugnalata dritta al cuore…

Norbert Ciuccariello

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