• 22 Gennaio 2021
  • ECONOMIA

Nuovo Dpcm, 15 gennaio per 30mila esercenti sarà ‘Zona bianca’: IO APRO, l’intervista

Il tema caldo in questi giorni resta il Nuovo DPCM, moltissimi commercianti ed imprenditori stanno cercando di capire cosa succederà dal 15 gennaio in poi, data in cui sarà vagliato appunto il nuovo DPCM, che pare abbia nelle intenzioni anche l’introduzione della famosa ‘zona bianca’ di cui si era vociferato nei giorni scorsi, che porterebbe alla riapertura anche di palestre, piscine, cinema e teatri. Non fosse che, dicono molti sui social, leggendo quale Rt permetterà di accedere alla zona bianca, la possibilità pare restare una pura utopia, infatti l’indice di contagio indicato come requisito d’accesso é stato fissato in < 0.5 che al momento é nettamente inferiore a quello che vi é in tutte le Regioni, ragion per cui la nuova zona pare restare solo sulla carta, difficilmente nella prossima infografica in cui verrà mostrata la cartina geografica con i colori potremmo vedere qualcosa di differente rispetto alle solite zone ‘arancioni’ ‘rosse’ e ‘gialle’. Ma questo non ferma imprenditori e commercianti che hanno deciso di ‘sfidare’ il Governo con un’iniziativa di carattere Nazionale che vede già coinvolti 30 mila esercenti e che prende il nome di ‘IO APRO’.

Le categorie che hanno deciso di riunirsi e riaprire, a prescindere dai contenuti e dalle decisioni del prossimo DPCM, sono ristoranti, bar, palestre e piscine. Insomma tutti coloro che sono stati maggiormente colpiti dalle restrizioni anti Covid e che rischiano davvero il collasso. L’iniziativa promossa da molti operatori del settore che intendono ad ogni costo salvare le proprie attività, come ci aveva già spiegato Federico il responsabile marketing di GimFIVE, il brand delle palestre, che oggi ha deciso di riaprire, sono sostenute ed appoggiate dalla Confederazione imprese unite per l’Italia. Siamo riusciti ad intervistare il Presidente Nazionale Stefano Agnesini che ringraziamo per la disponibilità al confronto e che ben ci ha spiegato quali sono le motivazioni di tale atto di protesta che potremmo definire ‘di massa’, visto il numero considerevole di esercenti coinvolti. Le sue parole:

Nuovo DPCM, dal 15 gennaio per 30 mila esercenti sarà comunque ‘zona bianca’: l’intervista esclusiva ad Agnesini

Gentilissimo presidente Agnesini, abbiamo letto di un’ iniziativa promossa da molti operatori del settore che si chiama IO APRO, sostenuta appunto da voi della Confederazione imprese unite per l’Italia. L’ iniziativa di cui siamo venuti a conoscenza in quanto promossa sui social, se abbiamo ben compreso bene vede già 30mila esercenti coinvolti che sono disposti dal 15 gennaio a riaprire, indipendentemente dalle misure varate nel prossimo DPCM. Si tratta soprattutto di quelle categorie maggiormente colpite dagli effetti del Covid, che esausti delle restrizioni imposte dai vari dpcm, pur di chiudere definitivamente la proprie attività si dicono pronti a “sfidare il Governo ” e a riaprire, parliamo di bar, ristoranti , palestre. È corretta la nostra interpretazione, sono queste le ragioni che porteranno gli esercenti a riaprire comunque dal 15 in poi le proprie attività?

Correttissima la vostra interpretazione la motivazione è proprio la paura forte di non riuscire più ad aprire le attività annullando anni di sacrifici che possano dunque portare ad infrangere il nostri sogni. Siamo abituati a lavorare moltissime ore il giorno vogliamo tornare a fare quello. Amiamo il nostro lavoro. Sinceramente non credevano neppure noi l’iniziativa potesse avere così tanta adesione in più parti d’Italia, siamo molto contenti della risposta massiva da parte degli imprenditori di qualsiasi settore. Poi va da sé che principalmente a prenderne parte sono sono ristoratori o comunque operatori dei pubblici esercizi, sono troppi mesi che ‘sono al palo ‘, con fatturati irrisori o pari a zero, non ci siamo abituati a stare senza far niente. Comunque non volgiamo sfidare nessuno, infatti continueremo a seguire le regole ferree per impedire i contagi, ma ci teniamo a far capire che non possiamo più aspettare un DPCM per aprire, se no rischiamo una ecatombe delle nostre attività.

Nuovo DPCM

Nuovo DPCM, regole contraddittorie: la logica dei 2 pesi e 2 misure non é più sostenibile

Come mai avete deciso di sostenere questa azione che seppur ‘ di massa ‘ pare andare contro le regole imposte dal Governo? Ritenete che le misure anticovid fin qui messe in atto siano state eccessivamente stringenti o piuttosto ritenete che vi siano state nei vari dpcm fin qui varati due pesi e due misure per differenti attività e che dunque queste categorie, essendo state le più duramente colpite a livello economico, meritino supporto e sostegno?

Sicuramente l’intento nostro è quello di non lasciare solo nessuno ovvio non alla Conte maniera, noi tuteliamo qualsiasi scelta dei nostri imprenditori stiamo mettendo insieme moltissimi legali in tutta Italia proprio per far stare sereni i nostri imprenditori e i loro sostenitori. Purtroppo il sostegno che è arrivato sino ad oggi con i ristori non consente neppure di pagare una bolletta. Bravissima il termine esatto quando pensiamo ai contenuti dei vari DPCM é proprio ‘due pesi e due misure’ infatti sembra che il Covid si possa prendere solo al ristorante e non al supermercato o sui mezzi pubblici, a determinate ore non a pranzo ma solo a cena. Oltre i due pesi e le due misure ci hanno creato non poca confusione.

Decreto Ristori, i sostegni al reddito non bastano: dobbiamo aprire, si rischia il collasso

Il Governo ha messo in campo differenti decreti ristori per aiutare i settori maggiormente penalizzati dai lockdown forzati e dalle numerose restrizioni, a suo avviso, sono stati sufficienti questi supporti economici per evitare il collasso di tali categorie o le persone con cui si confronta abitualmente sono ormai allo “stremo” dal punto di vista economico e psicologico ?

Come le dicevo poc’anzi i ristori sono stati irrisori rispetto al calo del fatturato, le persone, commercianti ed imprenditori, con cui interagiamo sono purtroppo ormai sicuramente allo stremo psicologico e tanti anche economico. Per noi che siamo abituati a creare occupazione non potendo garantire gli stipendi ai nostri collaboratori diventa devastante psicologicamente. Dobbiamo garantire a tutti un futuro sereno non possiamo continuare a farlo stando chiusi.

Nei giorni scorsi, non so se ha avuto modo di leggere il nostro articolo, abbiamo intervistato Federico responsabile marketing della palestra GimFIVE che ha affermato che tra l’11 ed il 15 gennaio le 12 palestre del loro brand riapriranno indipendentemente dal DPCM. Vista l’iniziativa messa in atto comune ai vostri principi contenuti nel motto IO APRO, deduco, mi corregga se sbaglio, lei appoggi in toto quanto ci ha detto Federico, quale parte condivide maggiormente dell’intervista che ci ha rilasciato? Cosa non funziona a suo avviso nei DPCM fin qui messi in campo dal Governo?

Certamente ho letto l’intervista e condivido Federico le dirò di più ci confrontiamo spesso con lui e con altre realtà del fitness in tutta Italia pronte ad aprire anche loro soprattutto per il benessere psicofisico delle persone. Sicuramente hanno creato troppa confusione basti pensare le migliaia di euro che sono stati fatti investiti per far mettere in regola tutte le attività al fine di permettere l’apertura dei locali assicurando il contenimento del covid. Le regole sono state rispettate al 100%, sebbene abbiano comportato costi notevoli, ma nonostante i sacrifici economici richiesti per garantire le tutele, il governo senza troppo riflettere ha chiuso nuovamente molte attività. Eppure ci pare assurdo, visto che ormai entrare in una palestra o in un ristorante dei nostri sembra quasi di essere in una sala operatoria. Quindi come confederazioni abbiamo già fatto la task force dei nostri legali e qualora servisse si faranno tutte le opposizioni del caso, impugneremo anche i dpcm in quanto anticostituzionali. Infatti noi, dal 15 gennaio, torniamo a lavorare come previsto dalla costituzione della repubblica italiana.

Sotto il video, che ci ha gentilmente girato il Presidente, con le testimonianze e le intenzioni dei commercianti che hanno deciso di partecipare all’iniziativa ‘IO APRO’.

https://www.facebook.com/1559254236/videos/10223497836304923/

Ringraziamo di cuore il Presidente Stefano Agnesini per questa interessante intervista, e ricordiamo a chiunque volesse riprendere anche solo parte delle dichiarazioni qui rilasciate, che, trattandosi di esclusiva per il nostro sito, é tenuto a citare la fonte. Voi dal canto vostro come reputate l’iniziativa ‘IO APRO’ la condividete o ritenete rischioso procedere in tal senso?

Erica Venditti

Erica Venditti

Erica Venditti, classe 1981, dal 2015 giornalista pubblicista. Dall'aprile 2012 ho conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Ricerca Sociale Comparata presso l’Università degli studi di Torino. Sono cofondatrice del sito internet www.pensionipertutti.it sul quale mi occupo quotidianamente di previdenza.

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