• 26 Febbraio 2021
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Palestre aperte: GimFIVE lancia raccolta fondi e fa causa allo Stato

Palestre aperte o chiuse e soprattutto entro quando? Ormai sembra essere diventato l’argomento quotidiano sui social tra i gestori delle palestre ed i clienti, ieri vi avevamo parlato delle regole dettate dal CTS, che erano parse eccessivamente stringenti, e non avevano dunque convinto la categoria, specie sulla definizione di ‘lezione individuale’.

Oggi vi parliamo delle palestre con brand GimFIVE che nonostante i DPCM e gli ostacoli derivanti dalla loro decisione di riaprire, già 50 mila euro di multe prese, non solo hanno deciso di non mollare e di tenere aperte le 12 palestre, site in Toscana, Emilia e Umbria, ma sono andati oltre. Infatti su gofund.me hanno lanciato una raccolta fondi, con tanto di video esplicativo, ed hanno annunciato che è loro intenzione fare causa contro lo Stato italiano che ha fatto chiudere la categoria, portandoli sull’orlo del baratro, dopo averli illusi con rigidi protocolli e spese vive per mettere in sicurezza le palestre.

Ci siamo interfacciati con Federico Milieni, responsabile marketing di GimFIVE, che sta seguendo attivamente la nuova iniziativa, nell’articolo potrete visionare il video che narra della storia tortuosa della rinascita di GimFIVE, dai primi di gennaio ad oggi. Una conquista fatta di piccoli passi che sta comunque portando a risultati significativi, per Milieni potrebbe essere una battaglia d’esempio per altri gestori e soprattutto una battaglia per poter tornare a fare quello in cui riescono meglio ‘lavorare’. Le spese vive sono troppe, non è più possibile stare chiusi, ne va della sopravvivenza delle strutture. Non è ribellione, non siamo delinquenti, siamo solo persone, ci tiene a precisare, che desiderano tornare a lavorare. I dettagli della raccolta fondi:

Palestre aperte, GimFIVE : Tempo di unirci per vincere causa contro lo Stato Italiano

Qui il testo della raccolta fondi e le motivazioni della stessa: È giunto per te il momento di unirti e di sostenere le UNICHE palestre disobbedienti nel vincere definitivamente la causa contro lo Stato italiano! Dopo che lo Stato italiano ci ha ingannato, imponendoci, prima l’applicazione di rigidi protocolli di sicurezza e dopo l’immediata chiusura, noi delle 12 palestre GimFIVE siamo stati gli unici nel nostro settore a prendere un’ardita decisione.

Il 15 Gennaio, in barba a ogni DPCM, abbiamo riaperto in totale sicurezza e nel rispetto delle più stringenti norme igienico sanitarie le 12 palestre GimFIVE, e abbiamo permesso il ritorno al lavoro ai nostri 90 collaboratori, oltre che la possibilità di frequentare la palestra GRATUITAMENTE ai 20mila nostri tesserati. Insieme a noi c’erano tanti altri colleghi che avrebbero voluto unirsi alla nostra battaglia, ma che ancora oggi non hanno trovato lo stesso nostro coraggio.

Molti pensavano che fossimo dei fuori legge, ma a conti fatti, nonostante un’informazione deviata e palesemente filogovernativa, si stavano sbagliando. Infatti, a distanza di oltre quattro settimane dal primo giorno di apertura, nessuna forza pubblica, nonostante continue minacce e vessazioni di ogni tipo, ci ha obbligato a chiudere in quanto non vi è alcuna legge che lo impone; anzi le prime righe della Costituzione legittimano pienamente le nostre azioni. I risultati che abbiamo ottenuto sono stati davvero incredibili”

Palestre aperte, GimFIVE: Pubblico Ministero afferma ‘non abbiamo commesso nessun illecito’

Così prosegue Mileni nella presentazione dell’iniziativa: “Anzitutto abbiamo ridato dignità a 90 collaboratori che sono tornati a lavorare nelle loro palestre e di conseguenza hanno ridato respiro alle proprie famiglie, potendo quindi onorare impegni economici come affitti, finanziamenti e mutui.

Dopo di che, un Pubblico Ministero ha messo nero su bianco il fatto che non abbiamo commesso alcun reato e che disattendere un DPCM può comportare solo illeciti di tipo amministrativo. Secondo l’orientamento della Magistratura, abbiamo fondate ragioni per sostenere che i DPCM, cui il popolo italiano è rimasto soggiogato per mesi, sono illegittimi e anti costituzionali.

Palestra apre e chiude, GimFIVE prova fallita?



Oggi non è più sufficiente vincere la battaglia, ma è arrivato il momento di vincere la guerra. Per poter arrivare a ciò è di vitale importanza il tuo concreto aiuto economico. Infatti abbiamo da sostenere importanti spese per proseguire con la gestione corrente delle nostre palestre e per corrispondere le parcelle al nostro pool di avvocati. Nello specifico ecco come verrà utilizzato ogni singolo euro che deciderai di donarci:

1) Pagheremo tutte le spese vive come parte degli affitti e utenze (luce, acqua, riscaldamento). A oggi non abbiamo nemmeno fatto ripartire gli abbonamenti e di fatto i nostri tesserati si stanno allenando GRATUITAMENTE, a fronte di tutti i costi vivi che dobbiamo sostenere

2) Pagheremo le parcelle degli avvocati che ci stanno aiutando su due fronti. Il primo è ottenere l’annullamento di tutte le multe (oggi ammontano a oltre 50mila euro), sia nostre che dei nostri tesserati, derivanti da DPCM illegittimi e incostituzionali, davanti al prefetto prima e ad un giudice dopo. Il secondo è portare lo Stato italiano alla sbarra e ottenere il risarcimento danni per tutti i giorni in cui siamo rimasti forzatamente chiusi e far ottenere lo stesso a tutte le categorie ingiustamente penalizzate.

Pertanto poter tenere aperte le palestre in barba a ogni DPCM illegittimo e incostituzionale, riuscire a portare lo Stato italiano davanti a un tribunale e obbligarlo al risarcimento danni, oltre che a garantire il futuro all’unica azienda nel settore che si è ribellata a tutto ciò, non sarebbe più solo la nostra vittoria, ma la vittoria di tante altre palestre e del popolo italiano. Una volta fatta la tua donazione condividi questa pagina con tutte le persone che conosci. Te ne siamo infinitamente grati”.

Cosa ne pensate delle considerazioni che hanno indotto GimFIVE a fare causa allo Stato? Sosterrete la raccolta fondi per aiutarli in tale battaglia o pensate che le ragioni siano valide ma sia il Governo a dover dare il via libera alla riapertura e che dunque, tutto sommato, lo Stato sia nel giusto?

Erica Venditti

Erica Venditti, classe 1981, dal 2015 giornalista pubblicista. Dall'aprile 2012 ho conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Ricerca Sociale Comparata presso l’Università degli studi di Torino. Sono cofondatrice del sito internet www.pensionipertutti.it sul quale mi occupo quotidianamente di previdenza.

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